L’idea progettuale muove dalla consapevolezza che occorre una risposta articolata a fronte della complessità dei bisogni delle persone con problemi psichici.
L’elevata difficoltà di inserimento sociale e lavorativo dei disabili psichici è fondamentalmente causata da una carente cultura di integrazione e alla scarsa efficacia dei processi di integrazione inter-istituzionale tra amministrazioni pubbliche e private, profit e non profit.
Le strutture e i servizi che hanno rappresentato finora nel territorio della provincia di Bari l’unica risposta positiva all’emarginazione sono consistite essenzialmente in un sistema organizzato in funzione della cura del malato psichico.
L’anello mancante nella catena della inclusione sociale è determinato dall’assenza di un processo programmato e programmabile, che permetta almeno a quei soggetti più autonomizzati e compresi in una fascia d’età ancora produttiva, di essere supportati attraverso meccanismi di sostegno nella dimensione socio-relazionale e lavorativa.
InteraMente mette in rete una partnership che permette la demolizione di muri di carattere istituzionale e culturale, attraverso la costruzione di un sistema che sostiene l’integrazione sociale degli utenti psichiatrici e contestualmente prevede un rovesciamento da vincolo ad opportunità della forza lavoro “svantaggiata”.
InteraMente è un progetto che intende perseguire il benessere dei disabili psichici attraverso molteplici fattori tra di essi integrati quali: lo stato psico-fisico; la partecipazione sociale; l’attività lavorativa; l’abitare. Attraverso gli interventi proposti in “InteraMente”, si intende rispondere a bisogni non soddisfatti quali:
- La realizzazione di una rete istituzionale, verticale ed orizzontale, che fornisca indicazioni su un modello di programmazione finalizzato all’inclusione sociale;
- Sperimentare pratiche abitative alternative che possano proporsi come esempi concreti di nuove prassi per lo sviluppo di politiche di edilizia sociale;
- Favorire la costituzione di un mercato (incrociando domanda ed offerta) di riferimento per l’inserimento al lavoro dei disabili psichici in contesti non esclusivamente sociali
- Facilitare la comunicazione tra sistemi istituzionali identificando strategie e modelli operativi condivisi.
Linee di intervento
Attraverso quattro linee principali di intervento (ricerca, formazione, servizi e struttura residenziale) “InteraMente” mira a superare gli attuali ostacoli che impediscono una compiuta realizzazione dell’iter di riabilitazione sociale dei destinatari.
1) Ricerca quali-quantitativa sull’applicazione della L. 68/99 nell’area metropolitana della Città di Bari.
La ricerca prenderà spunto dai dati in possesso delle istituzioni pubbliche e delle organizzazioni di categoria e analizzerà e catalogherà i percorsi di autonomizzazione e d’inserimento lavorativo attuati sul territorio di riferimento evidenziandone i nodi critici che limitano l’applicazione delle norme in materia di inserimento di lavoro mirato. Saranno intervistati gli imprenditori per verificare la domanda di lavoro da un punto di vista qualitativo e identificare le principali abilità richieste al disabile.
2) Azioni formative sulle tecniche di mediazione socio-lavorativa per utenti psichiatrici.
Nel corso del progetto si svilupperanno due tipi di azioni formative. La prima azione, preliminare all’avvio delle altre linee di intervento previste, sarà rivolta a 12 operatori sociali che intendano formarsi circa le Tecniche di mediazione socio-lavorativa per utenti psichiatrici. Il corso avrà la durata complessiva di 200 ore, di cui 120 di aula e 80 di tirocinio. Almeno per la parte d’aula saranno coinvolti anche i volontari della AFaUP. Dai partecipanti verranno selezionati i facilitatori che coadiuveranno all’attivazione del servizio per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e gli operatori afferenti specificatamente alla gestione della “Casa per la Vita”.
Gli operatori del servizio di mediazione diverranno a loro volta anche formatori nella seconda tipologia di formazione.
Infatti si prevede di attivare percorsi misti che integrino seminari formativi, se ne svolgeranno almeno 2, e accompagnamento diretto in azienda. Lo scopo è formare tutor aziendali della transizione cioè si indirizzeranno gli imprenditori stessi e i loro delegati sulle tecniche e modalità corrette di inserimento (transizione) in azienda dei disabili psichici. I seminari avranno come obiettivo primario di rendere maggiormente consapevoli le aziende circa le abilità e/o disabilità che incroceranno nell’interazione con i soggetti svantaggiati, il successivo affiancamento mira a facilitare l’ingresso in azienda dei destinatari.
3) Matching domanda-offerta di lavoro: servizio di mediazione per l’inserimento lavorativo.
Obiettivo primario di “InterMente” è quello di costruire un servizio di mediazione per l’inserimento lavorativo del disabile, attraverso anche percorsi di integrazione sociale. Il servizio coinvolgerà e connetterà tutti gli agenti territoriali che possano coprire un tratto del percorso che porta il disabile psichico da inattivo ad attivo: imprese, cooperative sociali, centri territoriali per l’impiego, enti di formazione, istituzioni, famiglie. Il servizio vuole essere un servizio che ha lo scopo di favorire l’inserimento lavorativo mirato dei disabili al fine di trovare l’ impiego più idoneo alle loro capacità lavorative. Il servizio sarà offerto a Disabili, Aziende, Cooperative sociali, Enti di formazione professionale provvederà: alla raccolta dei curricula dei disabili psichici (in caso di necessità si accompagnerà il disabile nella redazione dello stesso); a mettere in risalto ciò che il disabile conosce e sa fare attraverso colloqui di orientamento al lavoro; a definire bilanci di competenze che valorizzino le esperienze professionali e personali; a fornire informazioni e assistenza agli Uffici Risorse Umane delle Aziende interessate ad attivare un inserimento lavorativo mirato; ad attivare, in collaborazione con gli enti preposti, borse lavoro o altre forme contrattuali che agevolino l’inserimento mirato dei disabili. Insomma un servizio che possa limitare la dispersione delle già esigue risorse.Il servizio amministra il sito web del progetto, inteso come il sito del servizio di mediazione.
4) La “Casa per la Vita”: la dimensione abitativa dell’utente svantaggiato
La “Casa per la Vita” è una residenza allestita per n.8 pazienti psichiatrici già autonomizzati ed in grado di conseguire ulteriori processi di emancipazione che prevedano anche l’avvio al lavoro.
La “Casa per la Vita” è una struttura residenziale impostata sulla dimensione della comunità, in cui ciascun utente psichico può sentirsi non un ospite ma un elemento attivo e partecipato dell’ambiente. Ossia la “Casa per la Vita”, intesa come struttura residenziale leggera che integri i modelli assistenziali, sociali e sanitari, superando dualismo e contrapposizione.
La scelta di progetto fatta dal partenariato è rendere tale struttura il luogo in cui proporre anche il servizio di mediazione e dalla quale parta la fornitura di servizi di prossimità che agevolino il disabile psichico presente sul territorio ad una ampia inclusione sociale. La rete partenariale aderente al progetto, valorizzando l’esperienza dell’E.P.A.S.S.S. nella gestione di strutture residenziali e semiresidenziali oltre che di servizi domiciliari rivolti ad utenti psichiatrici, conforta circa la quantità d’utenza che intercetterà tale servizio e assicura circa la qualità del servizio da erogare.
La “Casa per la Vita” sarà anche sede del servizio di mediazione che attuerà un ascolto, anche telefonico, e darà informazioni a tutti coloro che vogliono parlare di problemi legati alla disabilità psichica. Una struttura che funga quindi anche da segretariato sociale, divenga cioè una prima risposta alle diverse e numerose richieste
degli utenti. Nel caso in cui gli operatori non siano in grado di aiutare direttamente l’utente, lo indirizzeranno ad altri servizi del volontariato o delle istituzioni competenti.
Infatti si intende svolgere una funzione di raccordo tra l’utenza e i servizi presenti sul territorio. Questo impegno è possibile grazie alla collaborazione con i servizi pubblici (ASL e Comune di Bari) e le associazioni di volontariato con le quali sono già attive significative relazioni in rete.
